Norme di Riferimento Fuoco

Resistenza al fuoco porte interne – Reazione al fuoco – Resistenza al fuoco tende

La resistenza al fuoco è la capacità di una porta di mantenere per un tempo prefissato:

  • la resistenza R: attitudine a conservare la resistenza meccanica sotto l’azione del fuoco;
  • l’ermeticità E: attitudine a non lasciar passare, né produrre, se sottoposto all’azione del fuoco su un lato, fiamme, vapori o gas caldi sul lato non esposto;
  • l’isolamento termico I: attitudine a ridurre la trasmissione del calore.

La sigla REI deriva dalle parole francesi:

  • Resistance = R = resistenza
  • Entretenir = E = ermeticità
  • Isolement = I = isolamento

Con il simbolo REI (seguito da un numero n espresso in minuti) si identifica un elemento costruttivo che deve conservare per un tempo determinato n la resistenza meccanica, la tenuta alle fiamme e ai gas caldi, l’isolamento termico; La nuova classificazione europea, che si applica sia agli elementi di chiusura non portanti che alle porte, prevede l’eliminazione della lettera R e l’aggiunta di un nuovo parametro W relativo all’emissione di energia.

LE NORME DI RIFERIMENTO

Resistenza al fuoco di porte ed altri elementi di chiusura

NORMA ITALIANA E NORMA EUROPEA VERSO LA MARCATURA CE

Dal 1° novembre 2019 è obbligatoria la marcatura CE delle porte tagliafuoco secondo la norma EN 16034 ma limitatamente alle porte pedonali esterne, ai sensi della norma EN 14351-1, ed ai portoni industriali e da garage, ai sensi della norma EN 13241-1.

Il 7 Novembre 2018 il CEN ha pubblicato la norma di prodotto per le porte interne EN 14351-2 ma l’iter normativo non è ancora completato: ora è necessaria la pubblicazione della norma sulla Gazzetta Ufficiale Europea per dare lo status di “norma armonizzata” (e quindi cogente) alla EN 14351-2. Nel frattempo gli enti di normazione nazionali hanno pubblicato la norma. L’ente di normazione italiano UNI ha reso disponibile la norma in data 29.11.2018.

RESISTENZA AL FUOCO PORTE INTERNE


Le porte tagliafuoco di SanCo, quindi, non possono ancora essere marcate CE a causa di una carenza normativa che potrò essere colmata solo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea; sulla data di pubblicazione non è possibile fare previsioni: da quel momento partirà il periodo di coesistenza -durante il quale sarà possibile ma non obbligatorio marcare CE le porte interne- e verrà stabilita anche la DOW (Date Of Withdrawal) ovvero la data di ritiro di tutte le norme nazionali in conflitto; la DOW corrisponde quindi all’inizio dell’obbligo di marcatura CE. Al momento il CEN ha fissato tale data al 31.08.2021.
Già dal 2005 ogni nostro nuovo prodotto è stata progettato, provato al fuoco e certificato secondo la norma Europea EN 1634-1. Ogni prototipo viene testato sulla bocca di una fornace dotata di almeno nove bruciatori che portano la temperatura interna a oltre 900°C in pochi minuti: la classe di resistenza al fuoco (E, EW, EI1, EI2) espressa in minuti evidenzia il tempo durante il quale la porta ha garantito i parametri richiesti per la classificazione. Nel caso della classe EI1, ovvero la più pregiata, l’elemento provato ha impedito il passaggio delle fiamme ed ha garantito, sulla faccia non esposta, una temperatura inferiore a 140°C.

San.Co è titolare di numerose validazioni da parte di istituti abilitati esteri: sulla base dei rapporti di prova italiani oppure direttamente per prove eseguite in laboratori esteri, si ottiene una autorizzazione ad immettere i prodotti San.Co sul mercato locale. Tra i laboratori più noti possiamo citare Efectis per la Francia, VKF per la Svizzera e Bodycote Exova per il Regno Unito. La marcatura CE farà automaticamente decadere tutte le validazioni locali nei paesi UE ed è probabile che molti paesi non UE possano accettare i prodotti marcati CE senza ulteriori passaggi di validazione locale.

Nella fase iniziale la marcatura CE sarà possibile ma non obbligatoria mentre al termine del periodo di coesistenza, della durata di tre anni, la marcatura CE sarà obbligatoria. Un anno dopo l’entrata in vigore della EN 16034 si sta ancora discutendo sulla durata del periodo di coesistenza per le porte pedonali interne: la mancata pubblicazione della norma di prodotto EN 14351-2 impedisce ai produttori di avviare le pratiche per la marcatura CE ma la norma 16034 non prevede un periodo di coesistenza differenziato tra le porte interne e quelle esterne. Allo stato, i produttori di porte interne stanno perdendo anni preziosi. 

In seguito sarà inoltre possibile utilizzare formalmente le EXAP’s (EXtended APplications) ossia il gruppo di norme EN 15269 per ottenere il c.d. Extended Application Report: questo consentirà ai produttori di sfruttare tutta la propria gamma di certificazioni ed esperienze. In alcuni casi le EXAP’s, che sono state sviluppate da gruppi di lavoro composti da esperti europei, sono già norme EN; altre EXAP’s sono invece in corso di pubblicazione o di sviluppo.

Da notare il fatto che una porta tagliafuoco potrà essere marcata CE per diversi parametri prestazionali che sono i seguenti:

  • la classe di resistenza al fuoco (E, EW, EI1, EI2) espressa in minuti
  • la tenuta ai fumi (Sa, S200)
  • la durabilità dell’autochiusura (da C0 a C5) espressa in numero di cicli da 0 a 200.000

L’ASSETTO NORMATIVO ITALIANO

Norme edilizie generali

Nel 2019 il Governo Italiano ha emesso il DM 18.10.19 ovvero una Regola Tecnica Orizzontale (RTO) che aggiorna il precedente decreto del 03.08.2015 ed influisce pesantemente sulla progettazione degli edifici.

Il Ministero ha voluto chiarire che:

  • le porte tagliafuoco pedonali interne sono soggette ad omologazione
  • le porte tagliafuoco pedonali esterne sono soggette a marcatura CE
  • un infisso “con doppio uso (sia per interno che per esterno)” deve soddisfare entrambe le condizioni
  • come definito nella EN 14351-1 una “porta per uso esterno è un serramento che separa due locali con condizioni climatiche diverse”. Va comunque evidenziato che la norma EN 14351-2 al punto 3.1.1 ed il glossario contenuto nella norma EN 12519 al punto 3.36 definiscono le porte pedonali interne riportando una nota in cui si stabilisce che le porte di ingresso agli appartamenti o agli uffici devono essere considerate porte interne.

Il DM 18.10.19 aggiorna il precedente DM del 03.08.15. La struttura principale della RTO rimane invariata, sempre basata su un approccio prestazionale, con la determinazione dei profili di rischio, dei livelli di prestazione e delle soluzioni conformi o alternative.​
Le novità sono però nella forma, dato che vengono introdotti nuovi approcci progettuali, nuove soluzioni in linea con l’evoluzione tecnica, dando ai professionisti maggiore libertà e responsabilità.

Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi

Il Decreto Ministeriale del 03.08.2015 accorpa e semplifica una nutrita serie di regole orizzontali di cui i progettisti dovranno tenere conto nel proprio lavoro; per quanto riguarda le porte:

  • per la prima volta in Italia si prescrive che i filtri a prova di fumo siano realizzati con porte classificate per la tenuta fumi (S.3.5.2)
  • si stabilisce definitivamente che i maniglioni antipanico con ingombro inferiore a 80 mm non devono essere conteggiati ai fini della Luce di Passaggio netta (G.1.9-16)
  • vengono confermate le tolleranze dimensionali delle porte (G.1.22) e l’altezza minima di passaggio delle porte (S.4.5.3)
  • si stabilisce la larghezza minima delle porte (S.4.8.3-2) per diverse tipologie di locali (ingressi, bagni ecc.)
  • si permette l’utilizzo di porte senza serrature (S.4.5.6-5) al posto dei maniglioni antipanico
  • si impone l’installazione di segnaletica sulle porte resistenti al fuoco (S.3.5.6)

Disposizioni di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere con numero di posti letto superiore a 25 e fino a 50.

Il Decreto Ministeriale del 14.07.2015 crea una nuova “classe” di alberghi: i precedenti decreti del 1993 e del 2004 prevedevano infatti differenti approcci tecnici in base al numero di posti letto (se inferiori a 25) e al fatto che si trattasse di strutture nuove o esistenti.
Il nuovo Decreto ritaglia un preciso spazio alle strutture il cui numero di posti letto sia compreso tra 25 e 50, introducendo regole semplificate che garantiscono comunque la sicurezza degli occupanti.

Norme tecniche e procedurali per la classificazione di resistenza al fuoco ed omologazione di porte ed altri elementi di chiusura.

Ed ecco la quarta pietra miliare. Nel Giugno 2004 viene pubblicato il DM che recepisce e rende cogente l’impianto normativo europeo anche sul territorio Italiano.

Il legislatore ha voluto, con questo decreto, rendere possibile ai produttori l’esecuzione di prove secondo la norma europea avendo però cura di mediare il periodo transitorio di applicazione e di mantenere il sistema di omologazione.

Il DM 21.06.04 racchiude in sé:

  • tutte le norme di riferimento del settore alla data di emissione dello stesso DM
  • le definizioni
  • le modalità di utilizzazione delle porte resistenti al fuoco
  • le procedure di rilascio dei certificati e delle omologazioni
  • gli obblighi del produttore
  • le modalità di controllo e vigilanza nonchè la validità delle omologazioni
  • le norme transitorie; sino all’entrata in vigore della
  • marcatura CE sarà possibile testare ed omologare:
  • porte provate secondo la norma UNI 9723
  • porte provate secondo la norma UNI EN 1634-1:2001
  • negli allegati A, B, C si definiscono – nell’ordine:
  • le modalità di condizionamento
  • la classificazione
  • le variazioni consentite aggiuntive rispetto al Direct Field of Application

ELENCO PORTE OMOLOGATE (www.vigilfuoco.it)

Il Ministero degli Interni pubblica sul sito www.vigilfuoco.it l’elenco delle porte omologate.

Si tratta comunque di un documento di facile consultazione ed utile per comprendere chi siano gli attori del mercato delle porte tagliafuoco.

Prove di resistenza al fuoco per elementi non portanti

D.M. 16.02.2007 (in vigore dal Settembre 2007)
Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione.
Norme Transitorie sulla validità dei vecchi certificati rapporti emessi dal 1° gennaio 1996: fino a cinque anni dall’entrata in vigore del presente decreto.

Prove di resistenza al fuoco per porte ed elementi di chiusura UNI EN 1363-1 UNI EN 1363-2 UNI EN 14600

Il sistema normativo Europeo è in funzione da tempo ed ormai agli enti di normazione nazionale viene attribuito un compito « notarile » più che tecnico. Anche il nostro UNI è soggetto all’obbligo di recepimento delle norme europee, in questo caso della norma EN 1634-1:2000. Nel corso del 2001 viene tradotta in italiano la norma europea e viene di conseguenza ritirata la norma UNI 9723. Si deve però notare che, si comunque di norme volontarie, la norma UNI 9723 rimane cogente sul territorio nazionale in forza del DM 14.12.1993 pur essendo stata ritirata dall’UNI.

La struttura della norma Europea è molto diversa rispetto alla norma Italiana; le norme di gestione della fornace di prova sono le EN 1363-1 e EN 1363-2

Norme tecniche e procedurali per la classificazione di resistenza al fuoco ed omologazione di porte ed altri elementi di chiusura.

Come noto, le norme UNI sono standard volontari ovvero non obbligatori. Il DM 14.12.93 ha reso cogente l’utilizzo della norma UNI 9723 ed ha introdotto il meccanismo dell’omologazione per le porte tagliafuoco.

Si tratta della seconda pietra miliare per il settore delle porte tagliafuoco: pur con qualche problema iniziale, peraltro non di poco conto, ora il sistema di omologazione funziona e consente ai produttori di porte tagliafuoco di operare all’interno di regole chiare mentre per i progettisti ed i tecnici del settore è più semplice verificare che i prodotti siano conformi agli standard nazionali.

L’omologazione è una procedura tecnico-amministrativa che, in modo molto schematico, viene riassunta qui di seguito:

  • Il produttore presenta richiesta ad un laboratorio autorizzato per l’esecuzione di una prova ufficiale di resistenza al fuoco.
  • La prova viene eseguita ai sensi della norma UNI 9723.
  • Il laboratorio rilascia un rapporto di prova ed un certificato di collaudo.
  • Il produttore presenta richiesta di omologazione al Ministero degli Interni.
  • Il Ministero, analizzato il rapporto di prova, rilascia il documento di omologazione nel quale vengono riportate anche le estensioni ammesse.
  • Il produttore è autorizzato ad immettere i propri prodotti sul mercato a fronte di alcuni obblighi quali la redazione della dichiarazione di conformità, l’apposizione della targhetta e del numero di matricola, la sottoposizione ai controlli effettuati dal Ministero.

Il DM 14.12.1993 viene richiamato espressamente, e non viene sostituito, dal successivo DM del 2004 poiché ne costituisce il fondamento.

Resistenza al fuoco di porte ed altri elementi di chiusura

La norma UNI 9723, nella prima versione del 1990 e con l’aggiornamento del 1996, sostituisce la Circolare MI.SA. 91/ 1961 per le porte resistenti al fuoco. In essa vengono condensate sia le norme di prova sia le regole di estensione dei risultati. In sostanza vengono descritte:

  • le modalità di gestione della fornace di prova – curva tempo/temperatura, pressione, etc.
  • le regole di applicazione delle termocoppie
  • le temperature limite medie e massime per ciascuna termocoppia o gruppo di esse
  • le regole di verifica per determinare il termine della prova
  • le regole di estensione dei risultati di prova (all’interno dell’articolo 3 e del c.d. FA1:1996)

Si tratta di un testo scritto con un occhio alla norma DIN tedesca, moderno e di facile applicabilità, che però ha risentito molto del fatto che tutte le porte tagliafuoco sono trattate allo stesso modo. In effetti i prodotti di riferimento sono le porte metalliche cieche o dotate di oblò vetrati: le altre tipologie di porte tagliafuoco vengono analizzate marginalmente, p.es. le porte scorrevoli, oppure non sono menzionate come le porte in legno e le porte vetrate.

Per il settore delle porte tagliafuoco, la UNI 9723 è la prima pietra miliare: le differenze rispetto alla Circolare 91 sono enormi, basti pensare che con la vecchia norma era possibile testare anche un solo «pannello porta» murato, senza telaio, cerniere e serrature, per poter immettere sul mercato porte resistenti al fuoco.

Tutti i prodotti testati secondo la UNI 9723 saranno utilizzabili sul mercato nazionale sino all’entrata in vigore della marcatura CE anche se è già in essere il periodo di coesistenza con le norme europee, si veda il DM 21 Giugno 2004.

REAZIONE AL FUOCO

La resistenza al fuoco viene spesso confusa con la reazione al fuoco ma è bene notare che si tratta di caratteristiche completamente differenti.

La reazione al fuoco è, secondo UNI CEI ISO 13943:2004, il comportamento di un materiale che contribuisce, con la propria decomposizione, al fuoco a cui è sottoposto in condizioni determinate.

La reazione al fuoco viene convenzionalmente espressa in classi; le prove di reazione al fuoco sono eseguite su materiali, a differenza della resistenza al fuoco dove si provano sistemi.

Secondo UNI 9177 le classi di reazione al fuoco in Italia erano individuate da 1 a 5 per i prodotti combustibili mentre per i prodotti incombustibili era stata definita la classe 0 secondo il DM 03.09.2001; esiste inoltre la classe 1IM (Intero Manufatto secondo UNI 9175) per i mobili imbottiti.

In tutta Europa vale ora la classificazione derivante dalla UNI EN 13501-1 secondo la quale vengono individuate le seguenti classi per i prodotti da costruzione (esclusi i pavimenti):

  • Classe A1 per i prodotti incombustibili;
  • Classi A2, B, C, D, E per prodotti combustibili secondo l’aumentare della loro partecipazione all’incendio.

Per i pavimenti si aggiunge il pedice “fl”.

La classificazione europea è completata da un parametro “s” relativo ai fumi e da un parametro “d” relativo al gocciolamento: un esempio di classificazione tipico dei materiali da rivestimento è B-s2, d0.

RESISTENZA AL FUOCO TENDE

Le tende tagliafuoco A SECCO (rolling shutters without water-based cooling systems) rappresentano una interessante novità nel settore delle chiusure tagliafuoco.
L’evoluzione tecnologica ha permesso di sviluppare elementi di chiusura perfettamente autonomi che sono classificati secondo le norme vigenti e possono essere marcati CE.

Al contrario, per i sistemi tenda/acqua la resistenza al fuoco può essere valutata solo tramite prove empiriche e con una piena assunzione di responsabilità da parte del progettista in merito alla resistenza al fuoco dell’intero sistema tenda/impianto ad acqua/impianto di rilevazione.
Un sistema di questo genere non può evidentemente essere marcato CE e presenta una lunga serie di punti molto delicati quali ad esempio:
• la portata d’acqua necessaria (indicativamente 15 lt/mq/min ovvero 15 litri d’acqua per metro quadro di superficie per ogni minuto di resistenza al fuoco richiesta – per una chiusura da 4×4 mt EI120′ servono quindi almeno 28.800 litri d’acqua)
• la durabilità della prestazione dell’impianto ad acqua (attraverso idonee vasche di raccolta, sistemi di pompaggio sotto gruppo di continuità ed una manutenzione costante)
• la necessità di installare il sistema ad acqua da entrambi i lati della tenda (poiché non è sempre possibile sapere da quale parte arriverà l’incendio)
• la valutazione complessiva di resistenza al fuoco del sistema in capo al progettista antincendio

Le tende tagliafuoco A SECCO possono essere marcate CE, obbligatoriamente a partire dal 01.11.2019, a garanzia della massima sicurezza degli utenti di qualsiasi edificio in cui siano installate delle tende tagliafuoco:
​• in sistema AVCP (attestazione di conformità) di livello 1
• ai sensi della norma EN 13241 (Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali) e della norma EN 16034 (Porte pedonali, porte industriali, commerciali, da garage e finestre apribili – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali – Caratteristiche di resistenza al fuoco e/o controllo del fumo)
• con una classificazione al carico del vento data in conformità alla EN 12424 (Porte industriali, commerciali e da garage – Resistenza al carico del vento – Classificazione)
• con una classificazione di resistenza al fuoco data in conformità alla EN 13501-2 sulla base di prove di laboratorio eseguite secondo EN 1634-1